ONE BOOK – RICORDATI DI ESSERE FELICE

Ci sono leggi naturali che governano l’esperienza sessuale di due persone, e queste leggi non possono essere cambiate, come non si può venire a patti con la forza di gravità. Sentirsi a proprio agio con il corpo di un altro non è una questione di buona volontà; i pensieri, le parole e perfino l’aspetto fisico non contano molto. Tutto sta in un misterioso magnete nascosto da qualche parte in profondità dietro lo sterno, o c’è o non c’è.
Quando non c’è non puoi farci niente. Come un chirurgo non può forzare il corpo di un paziente ad accettare un rene dal donatore sbagliato.
Tutto si riduce ad una semplice domanda: “Vuoi sentire la tua pancia compressa per sempre contro quella di questa persona o no?”.

IMG_2549
Osservavo i miei pensieri, osservavo le mie emozioni. Tutto il dolore della vita umana è causato dalle parole, così come tutta la gioia. Creiamo parole per definire la nostra esperienza, e quelle parole portano emozioni ausiliarie, che ci tirano a destra e a sinistra, come cani al guinzaglio. Rimaniamo affascinati: Sono un fallimento… Sono sola… Sono un fallimento… Sono sola…
Ero un esempio perfetto di questa sottomissione alle parole. Smettere di parlare per un periodo significa cercare di togliere il potere alle parole, smettere di lasciarci soffocare da loro, liberarci dai nostri opprimenti pensieri.

Ho detto alla mia mente: “Mostrami la tua rabbia”.
Uno per uno, ogni motivo di rabbia della mia vita è apparso davanti a me e si è fatto riconoscere.
Ogni ingiustizia, ogni tradimento, ogni perdita. Li ho visti tutti, uno per uno, e ne ho ammesso l’esistenza. Ho sentito ogni accesso della mia rabbia, come se si verificasse in quel momento per la prima volta, e poi ho detto: “Adesso vieni nel mio cuore. Potrai riposare. Adesso è un posto sicuro. È finita.”
Ho oscillato tra due poli opposti: la rabbia che fa tremare le ossa e la freddezza che provavo quando entrava nel mio cuore e vi si adagiava, cessando di combattere.
“Mostrami i tuoi motivi di vergogna”. Non si possono immaginare gli orrori che ho visto. Una patetica sfilata di tutte le mie mancanze, le mie bugie, il mio egoismo, la mia gelosia, la mia arroganza. Ma per nessuno di questi dimostranti ho battuto ciglio.
“Mostrami il peggio di te”.

Sapevo che avevo appena cominciato, che la mia rabbia, la mia tristezza e la mia vergogna sarebbero tornate, scappando furtive dal mio cuore e andando ancora ad occupare la mia mente.

_MG_2908

Ma sono stata io stessa l’artefice del mio salvataggio.
Penso alla donna che sono diventata, alla vita che sto vivendo e a quanto ho sempre voluto essere questa persona e vivere questa vita.
LIBERA DALL’OBBLIGO DI FINGERE DI ESSERE UN’ALTRA PERSONA.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...