ONE TRIP – BALI

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E così, atterrai a Bali.

Bali Denpasar. Non è un gran bel nome?

L’aeroporto è moderno, imponente. Curato ed impeccabile. Ma non doveva essere il Terzo Mondo questo?

Ero già d’accordo con l’autista che sarebbe venuto a prendermi e che mi avrebbe portato a Seminyak, nella casa dove sarei rimasta per un mese.

Ero frastornata. Stanca, ero piena d’energia dalla curiosità. Continuavo a chiedermi se davvero fossi atterrata dall’altra parte del mondo. Era veramente possibile. Chiaramente si, però, finché non lo provi, fino in fondo non ci credi.

Quando montai in macchina la musica di Shakira a tutto volume mi invase i timpani. Sorridevo a questo buffo ometto in miniatura che sarebbe poi diventato la mia guida, quasi un amico dagli occhi buoni, a Bali.

Guardavo dal finestrino iniziando ad immagazzinare tutto quello che potevo. Mi sentivo già a casa. Era mattina presto e le strade non erano particolarmente trafficate; la temperatura era perfetta, circa 27 gradi, e il cielo era azzurro.

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Avevo trovato questa casa per caso, chiacchierando con un amico a proposito di vacanze: mi consigliò di mettermi in contatto con una persona che viveva a Bali da circa 15 anni e che aveva alcune proprietà. Così feci e mi trovai subito molto bene: il ragazzo si rivelò cordiale e disponibile; mi aiutò a trovare la soluzione più adatta alle mie esigenze e mi diede i contatti per l’autista e per noleggiare il motorino, nel caso mi fosse interessato.

La casa era splendida: aperta, luminosa, accogliente. In perfetto stile balinese. Semplice, ma perfettamente funzionale e completa. Il piccolo giardino era coperto di frangipani profumatissimi che si potevano gustare stesi sull’amaca. Sembrava un sogno: non mi sentivo così naturalmente bene da molto tempo. Ero già innamorata di Bali: conteneva un universo intero e lo capii dopo pochi giorni.

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La prima passeggiata la feci ovviamente verso il mare, a pochi minuti a piedi da casa. Rimasi a bocca aperta di fronte all’oceano. Così arrogante, così imponente, immenso. Non avevo mai visto onde che fanno il rumore del temporale in vita mia. Passeggiai fino al primo ristorante che mi ispirò fiducia. Il primo pranzo di Bali. Quando calcolai il conto e lo trasformai in euro non ci potevo credere: saranno stati circa 5 euro per un abbondante piatto vegetariano e riso. Mi trascinai fino alla spiaggia e mi concessi un lettino sotto un ombrellone per dormire cullata dal mare. Ero felice.

Tutte le strade profumano dell’ incenso che i balinesi lasciano dappertutto in omaggio agli dei, insieme ai fiori, insieme ai biscotti, addirittura alle sigarette. Sono fantastici. Sorridono sempre. Sorrido anche io, mi godo il cibo, mi godo la pace che quest’isola trasmette. Chi la ama, chi la odia, chi la trova superficiale, chi fantastica e ricca di storia. Per i suoi abitanti è il paradiso sulla terra, l’isola che gli dei hanno scelto per donare fertilità e prosperità.

Come una bambina resto a bocca aperta ad ogni angolo, in ogni zona. C’è di tutto. Dalla calma verde delle risaie alle strade deliranti ed interminabili di locali e ristoranti uno più bello dell’altro. Qualunque cosa, a qualunque ora voglia, c’è. Guardo il mare, il tramonto è rosso fuoco. Le spiagge sono chilometriche, larghe. Chiare e scure. Dipende dalle zone e tutto cambia colore. I templi sono ovunque, sono incalcolabili. Non so dove direzionare la macchina fotografica e finisce che tengo quasi tutto nella mia testa. Bevo del vino, conosco ogni giorno nuove persone da ogni parte del mondo. Le ascolto. Hanno così tanto da raccontare, così tanto da dire. Lascio che il caso me le porti. Adoro la vita. Annuso i fiori, i frangipane sono ovunque. Osservo le onde ed il surf. Vorrei imparare a fare surf, che meraviglia. Vado in discoteca a ballare. C’è musica per ogni gusto e per ogni età. A qualunque ora. Dappertutto. Corro, leggo in spiaggia, mangio e bevo frutta deliziosa, medito nella foresta. Il cocco qui è diverso dal nostro; lo aprono, lo bevi e lo scavi con il cucchiaino. Un pranzo costa 3 euro. Il motorino per un mese 40. Quaranta, un mese. I warung sono ristoranti dove puoi comporre il tuo pranzo con quello che vuoi. Tutto è aperto, tutto è condiviso, tutto è così semplice, ma perfetto. I negozi sono stupendi, le strade sono così diverse a pochi metri di distanza. I mercati, l’artigianato, il teatro delle ombre, le loro credenze. La benzina dalle bottiglie di vodka. La vegetazione è impressionante. Tutto è verde, di tonalità e in gradazioni mai viste. Le case sono aperte. I tetti sono stupendi e non superano i tre piani. Le scimmie, i gechi, il caos, che a me sembra vita e mi riempie di gioia. La calma fuori dal centro che ti ripaga e ti riassesta l’equilibrio. Qui esiste una religione particolare, se la sono inventata. É una fusione fra l’Induismo e il Buddismo. Può non piacere?

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I funerali sono una festa. Sono tutti colorati, allegri. Si canta, si balla, si mangia. Nessuno piange. É il loro modo di accompagnare il defunto verso la sua prossima vita, non si piange mica.

Adoro questo posto nel mondo. Adoro il suo ossimoro.

Prova a darvi alcuni consigli pratici dopo la mia esperienza a Bali. Certo ognuno ha le sue preferenze e non posso sapere cos’è meglio per voi. Non esistono verità assolute, godetevi l’isola degli dei al meglio secondo le vostre esigenze!

  • IL MOTORINO. Punto essenziale di una vacanza è il mezzo di trasporto. Prima di partire avevo letto opinioni discordanti riguardo al motorino: chi diceva di non provare nemmeno ad immaginare di noleggiare un motorino perché pericolosissimo e chi invece sosteneva che fosse impensabile non prenderlo. Ho aspettato qualche giorno prima di noleggiarlo, volendo capire prima quale fosse la verità. Quel che posso dirvi è che, sì, le strade sono abbastanza pericolose, la guida rispetto a noi è al contrario e non ci sono regole, ma nulla di molto diverso da una Milano o una Napoli. Con un po’ di attenzione e girando piano, lentamente, con cautela, secondo me il motorino è il mezzo migliore in assoluto. Il traffico, soprattutto a luglio e agosto, in certi punti è davvero snervante e con il motorino è più facile sgattaiolare qui e là, ottimizzando i tempi di spostamento. Il motorino vi permette di andare dove volete, quando volete, senza legami; potete fermarvi dove e quanto volete, scattare fotografie a qualsiasi cosa interessante incontrerete e può essere parcheggiato dappertutto. Quindi, se volete il mio onesto parere, è fattibile guidarlo e il senso di libertà che proverete in alcune zone è impagabile. Perdetevi… Perdetevi in motorino per Bali più che potete!

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  • SEMINYAK. Il centro dell’isola. Ricchissima di locali, bar, ristoranti, negozi. Il lungo mare di Seminayk è uno dei posti più energetici e vitali che abbia visto in vita mia. All’ora del tramonto diventa rosso fuoco, in tutte le gradazioni e l’aria si riempie di musica e di festa. I locali di Seminyak soddisfano tutti i gusti, tutte le ore e tutte le tasche. Anche qui, il consiglio migliore che sento di darvi è… Perdervi. Perdetevi e sperimentate.

    Fra tutti i ristoranti e locali che ho provato secondo me i migliori sono:

  1. OTTO: semplicissimo, ma con molta personalità, ristorante dove pranzare componendo il proprio piatto scegliendo polpette, salse e contorno a seconda del vostro gusto.
  2. REPUBLIK45: elegante, raffinato, esteticamente delizioso e con piatti strepitosi. È di alto livello, quindi abbastanza costoso, ma nulla più dei nostri normali ristoranti.
  3. WARUNG ASIA THAI FOOD: è carino, accogliente. Sopra è Thai e sotto è Indiano. Io personalmente preferivo la parte indiana, ma sono entrambi ottimi. Costa poco, la carta è immensa e i piatti sono abbondanti. Spesso c’è musica dal vivo, ma per nulla fastidiosa perché tenuta ad un volume basso: è solo un accompagnamento dolcissimo. C’è anche un banco gelati molto buoni.
  4. ZANZIBAR, SETTIMO CIELO e ZIBIRU: se sentite nostalgia di piatti italiani, questi due ristoranti sono molto carini, di moda e con ottimi piatti di casa nostra. Il primo si trova proprio sul lungo mare ed è un’ottima soluzione per un pranzo se siete in spiaggia, mentre gli altri due li consiglio per una cenetta raffinata.
  5. WARUNG : immerso nelle verdi risaie. Ottima qualità e prezzi stracciati.
  6. ZULA VEGETARIAN PARADISE: da brava vegetariana – vegana, vi consiglio di provare anche questo ristorante perché potrebbe piacere molto anche ai non vegetariani. Centrifughe strepitose e carta molto fornita.
  7. PEARL: Anthony è un ragazzo giovane e molto carino. Non confondetevi con il ristorante dell’albergo. Offre piatti freschi, semplici e genuini. Ottimo a pranzo. Da provare assolutamente la mille feuille di verdure e la mousse vegana al cioccolato: nulla da invidiare alla sorella standard.
  1. LA FAVELA. Almeno una volta dovreste andare in questo locale. Cambia spesso tipo di musica e di clientela ma è curato nei minimi dettagli: persino i bagni sono strepitosi. Il proprietario è, ovviamente, un brasiliano che ha portato a Bali tutta la sua creatività.
  2. W HOTEL. Indescrivibile. Organizza spesso feste e party di alto livello con dj internazionali. L’ora del tramonto si tinge d’oro e rimarrete senza fiato.
  3. KU DE TA e POTATO HEAD: strepitosi. Molto turistici, sulla spiaggia ma di lusso. Spesso accompagnati dalla musica di dj. Almeno una volta sono entrambi da vedere.
  4. JENJA e KOH: nel caso si abbia voglia di ballare. Sono entrambe due discoteche, ma molto diverse l’una dall’altra. La prima è più raffinata; cambia spesso musica e tipologia di clientela. La seconda è sicuramente meno curata, ma proprio per questo interessante perché in stile berlinese, underground. Ottima musica.

Per massaggi, parrucchieri, estetisti e cura di sé c’è l’imbarazzo della scelta. Consiglio di coccolarvi da Rob Peetoom: parrucchiere con vista sulle risaie. I prezzi non distano molto dai nostri, ma il livello è dei migliori. Se dovesse invece venirvi un’improvvisa voglia di tatuarvi in perfetto stile balinese, consiglio Demon Tattoo: il tatuatore di Raz Degan e Paola Barale.

Ho passato una settimana girando per l’isola, cercando di conoscerla nella sua interezza e diversità. Ho scoperto il suo mondo, il suo ossimoro, le sue mille facce.

  • SANUR: piccola, tranquilla. Più adatta alle famiglie o alle coppie che cercano relax e poco traffico. Sono stata in un albergo a gestione familiare chiamato Little Tree House. Immerso nel verde, con una piscina al centro e le camere che scricchiolano sotto i propri passi. Stupendo. Qualità, prezzo ottimi. Ho provato la bellezza dello yoga in una costruzione in bamboo con una mucca protetta all’ingresso al Power of Now Oasis. Da provare almeno una volta gli esercizi accompagnati dal suono dell’oceano.
  • UBUD: lasciando perdere le tipiche attrazioni turistiche che a me, sinceramente, interessavano poco, Ubud è splendida, ma nella sua parte ancora genuina. Le zone più turistiche sono da vedere, sono da conoscere, e poi da evitare. Fate shopping, girate bene alcuni negozi molto belli e ricordate che per noi, cioè che per loro è lusso sfrenato, è a buon mercato. Ma non fatevi fregare dalla finta spiritualità che millantano alcuni guru dello yoga e della meditazione. Evitate di farvi fregare dalla fama di Ubud e rimanete connessi con il presente: cercano di vendere fumo. Addentrandosi nelle risaie e nelle viette nascoste troverete e scoprirete la vera bellezza di questa parte di mondo che ha della magia nei suoi colori e nella sua pace incontaminata. Perdetevi! Provate Bali Buda, il paradiso dei vegetariani. Se le vostre tasche lo permettono e se trovate posto consiglio di visitare assolutamente il Sandat Glamping. Ha un’atmosfera surreale ed i proprietari sono italiani, simpaticissimi, cordiali e socievoli.
  • JIMBARAN, IMPOSSIBLE BEACH, PADANG PADANG: perdetevi. Perdetevi più che potete! Passate giornate intere persi per il sud ovest dell’isola. Perdetevi in queste zone di Bali perché ne vale assolutamente la pena. Atmosfera indescrivibile ad Impossible Beach e cena straordinaria nel Resort Anantara. Secondo me i posti, i locali e i warung migliori li incontrerete per caso, fermandovi qui e là dove vi sentite ispirati, ma consiglio anche di concedervi qualche coccola di lusso e di passare nello strepitoso EL KABRON: in stile spagnolo, si assaporano tapas deliziose, la musica è fantastica e la vista lascia senza parole. Un po’ più verso nord si trova un altro fantastico locale: il ROCK BAR. All’interno di un resort spettacolare, si scende con una funicolare. Cocktail molto cari per gli standard dell’isola, ma il tramonto è uno dei più belli che si possano vedere nella vita.
  • ULUWATU e TANAH LOT: i principali templi sul mare di Bali. Per me sono stati una leggera delusione: trasformati in attrazioni turistiche di basso livello, sono circondati da negozi, gadget e articoli da rifilare ai turisti. Fuori dai templi pare di essere in un centro commerciale all’aperto. Non si possono fare foto decenti perché è strapieno di gente e l’atmosfera che si respira è tutto fuorché spirituale. Da vedere, ma senza perderci troppo tempo. Attenzione alle scimmiette!
  • MUNDUK, AIR PANAS, TEMPIO BUDDISTA BANJAR: In motorino, da Ubud, sono salita verso nord. La temperatura scende notevolmente, mentre si sale sul monte. Incontrerete laghi e monti: la vegetazione cambia notevolmente e si tinge di verde sempre più scuro. Munduk è un microscopico paesino di Bali. Immerso nella natura, potreste godervi il silenzio e la pace immaginando di essere fuori dal mondo. Chiedete una visita guidata alle cascate e lasciatevi stupire dalle curiosità sulle coltivazioni di caffè, mango, cocco e bamboo degli abitanti. Da Munduk potrete facilmente raggiungere in giornata le terme di Bali (Air Panas significa acqua calda) e l’unico straordinario tempio buddista di Bali: trasmette una serenità ed un’armonia introvabili in altri luoghi dell’isola, davvero rigenerante per l’anima e per lo spirito… Altro che Ubud!
  • LOVINA: nord di Bali, spiaggia scura, mare sporco e soggetto alle maree, la consiglio per il tramonto. Ho passato un’ora a cercare di fare una foto che rendesse l’un per cento dello spettacolo al quale ho assistito senza riuscirci. Economica, genuina: alcuni warung sono così semplici che si ha l’impressione di essere a casa della famiglia. Consiglio il Warung Rasta per bere una birra con Bob Marley di sottofondo, ma solamente dopo essere stati a cena nel warung che si trova proprio di fronte.

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Chissà quante piccole sensazioni e dettagli ho dimenticato di riportare in questo breve riassunto. Ognuno poi ha la sua Bali, ognuno farà la sua esperienza e conoscerà la sua realtà. Per me è stato un mese fantastico, nel quale ho conosciuto persone eccezionali e con le quali sono ancora in contatto. Non esitate a scrivermi per qualunque altro consiglio!

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