ONE EXPERIENCE – VIPASSANA

Per 33 anni ho creduto che la mia più grande paura fosse la vecchiaia.

Per 13 anni, dall’età della, chiamiamola ragione, ho pensato mi piacesse l’arte, la musica e la letteratura, la fotografia come espressioni massime dell’animo umano, della sofferenza e della gioia, del racconto come emozioni, della raffigurazione come sensazioni.

Non avevo capito nulla.

L’arte, la letteratura, la musica e la fotografia non sono altro che ciò di più vicino ci sia all’immortalità. L’uomo non fa altro che cercare di raggiungere l’eternità perché è terrorizzato. L’uomo è angosciato dal passare del tempo. Nel suo inconscio, nella sua intimità, è tormentato. Ma non ha paura della vecchiaia in sé: quella è solo una conseguenza logica dell’Impermanenza.

È questa la mia grande ansia, non la vecchiaia. Questa è la parola magica che cerchiamo in ogni modo di nascondere per dimenticare.

Impermanenza.

Il tempo scorre inesorabilmente. Ora non è più un momento fa e tutto passa. È l’unica certezza che abbiamo.

Tutto passa. Anche questo passerà.

Certo lo sappiamo. Sto scrivendo una cosa talmente ovvia da essere banale. Il problema è che ce ne dimentichiamo, nascondiamo la realtà e ci attacchiamo alle piccolezze della vita ingigantendole al punto di fare di futilità dei drammi epocali.

Tutto cambia.

Anche questo passerà. E se riuscissimo davvero ad interiorizzare questo concetto tutto ci sembrerà un gioco. Tutta la nostra vita, i nostri rancori, le nostre gelosie, le nostre paturnie ci sembreranno un immenso scherzo.

In un modo o nell’altro, tutto è destinato a passare.

E questo è il fondamentale insegnamento che ho avuto dai dieci giorni passati in silenzio durante il corso di meditazione Vipassana.

Vipassana è una meditazione che risale a circa 2600 anni fa e se dura ancora nel tempo non deve essere proprio una cosa da nulla. È l’insegnamento di Buddha nella sua essenzialità e purezza.

Chi, come me fino a poco tempo fa, pensa che il buddismo sia un tipo di arredamento o uno stile musicale per via del famoso Bar, si sbaglia. Chi crede sia qualcosa di mistico, lontano dal proprio stile e dalla propria quotidianità, si sbaglia, e di grosso. Chi si illude di stare bene e di essere una persona illuminata, senza ombre, e di non aver bisogno di insegnamenti da nessuno, commette un madornale errore.

Tutti noi possiamo migliorare e accrescere il nostro spirito ed il nostro altruismo.

Certo c’è chi alla felicità è più predisposto di altri: come il metabolismo brucia più calorie in certe persone piuttosto che in altre, così la felicità risulta più semplice a qualcuno e più difficile ad altri. C’è chi è costretto a diete e palestra per mantenere la linea e chi può mangiare liberamente seduto sul divano senza ingrassare; allo stesso modo c’è chi per raggiungere la felicità ha bisogno di fare molta fatica.

Io sicuramente, per quanto riguarda entrambi i punti, sono nata sfortunata: il mio metabolismo dorme sonni profondi e la mia felicità gioca a nascondino spesso e volentieri. Faccio fatica ad essere in forma fuori ed in forma dentro. È un lavoro. Per me, è sempre stato un duro lavoro. Mi ci è voluta costanza, determinazione ed equilibrio, forza e coraggio, impegno e coerenza per raggiungere uno stato di forma mentale e fisica discreto.

Durante il corso di meditazione Vipassana si soffre immensamente. Mentre scorrevano le ore, che parevano settimane, sentivo un mostro dentro di me crescere sempre di più. Soffrivo profondamente eppure sentivo che tutto quello che stavo vivendo mi avrebbe fatto molto bene. Per interiorizzare certi concetti e certe profonde verità è necessario lavorare duramente: nessuno può essere così fortunato da credere di poter ottenere certi risultati non facendo alcuno sforzo. È impossibile.

Viviamo vite imperniate su noi stessi e nemmeno ce ne accorgiamo: siamo degli egoisti incorreggibili. E qualcuno leggendo starà pensando sicuramente: “parla per te, io non sono così”. Mi viene da ridere a crepa pelle.

Pensiamo sempre che siano gli altri a sbagliare, gli altri a non capire: “se solo lui facesse così”; “se solo lei non si comportasse così”; “se solo il mio capo fosse più comprensivo”; “se solo… andrebbe tutto bene”. Bugie. Non esiste nessuna maledetta verità al di fuori di noi stessi a siamo talmente legati all’immagine di noi che abbiamo creato e che vogliamo, pure, imporre agli altri, da non riuscire a vedere nulla. Solo nebbia. La nebbia del nostro immenso, gigante, deleterio e potente ego.

I dieci giorni di meditazione Vipassana sono stati un’esperienza incredibile, nel bene e nel male. Mi hanno dato tanto e levato ancora di più. Ricordo che quando raccontavo al mio uomo cosa avevo intenzione di fare il suo ego mi rispondeva che secondo lui era inutile e che non ne aveva assolutamente bisogno. Cosa dicevo prima? Io mi chiedevo se avesse ragione, ma immaginavo sinceramente di no. Ad ogni modo pensavo sarebbe stata, comunque, un’esperienza interessante.

Si può sempre scegliere di migliorare, di crescere, di mettere da parte l’ego e sperimentare.

IMG_1784

Sono alcuni mesi che cerco risposte e sono interessata alla meditazione. Sono mesi che sperimento, cercando di capire cosa fa per me e cosa invece sento lontano dal mio stile e dalla mia cultura. In ogni scuola di pensiero e in ogni tipo di respirazione, visualizzazione o verbalizzazione ho riscontrato particolari interessanti e in un certo modo sento mi abbiano apportato una crescita ed un beneficio. Ma non era abbastanza. Sentivo mancava qualcosa: un pezzetto di puzzle, un anello di congiunzione.

Nei dieci giorni di meditazione Vipassana mi è stato regalato quel pezzo di puzzle, quell’anello mancante. Più che regalato dovrei dire che me lo sono guadagnato e sudato, ma comunque sia l’ho ottenuto. Mi hanno fatto un dono immenso ed io sarò eternamente grata a chi regala il suo tempo e il proprio denaro per far sì questa possibilità venga data ad altre persone. Vipassana è un corso gratuito che vive di donazioni: donazioni in termini di denaro ed in termini di tempo.

Una volta in un libro lessi due frasi della cui genialità ne ebbi, inizialmente, solo un barlume di intuizione: “La gente crede di inseguire le stelle e finisce come un pesce rosso nella boccia. Mi chiedo se non sarebbe più semplice insegnare fin da subito ai bambini che la vita è assurda. Questo toglierebbe all’infanzia alcuni momenti felici, ma farebbe guadagnare un bel po’ di tempo all’adulto – senza contare che si eviterebbe almeno un trauma, quello della boccia”.

A quanto pare nessuno ha pensato che, se l’esistenza è assurda, una brillante riuscita non vale più di un fallimento. È solo più piacevole. Anzi, nemmeno: credo che essere coscienti renda il successo amaro, mentre la mediocrità spera sempre in qualche cosa.”

Tanto il successo, come un presunto fallimento, sono destinati a passare.

Tutto passa, tutto cambia. Tutto ciò che voi considerate “importante” o “distruttivo”, tutto ciò che classificate come “bello” o “brutto”, passa. Le situazioni della vita non sono altro che una classificazione del nostro ego in due categorie: spiacevoli o piacevoli. Piacevoli o spiacevoli. Ed in entrambi i casi ne rimarrete ingabbiati. Non creano altro che una spontanea reazione nel corpo che trasforma una sensazione piacevole in qualche cosa da desiderare ancora ed ancora, con fervore, mentre rileva una sensazione spiacevole come una circostanza da evitare e odiare.

Sembra molto semplice: a livello intellettivo comprendiamo ogni parola. Il problema è che non basta capire in maniera superficiale, solo con la mente. Bisognerebbe interiorizzare questo concetto e farlo nostro, intimamente nostro, a livello inconscio, in ogni movimento, in ogni parola o gesto, in ogni occasione. Ma ciò non avviene.

IMG_1770

Quando si frequenta Vipassana ci si sente come al militare. È un allenamento intensivo, ma per la mente, e non tutti riescono a farcela. Ci si alza alle 4 del mattino e si medita per circa 10 ore al giorno con intervalli solo per il pranzo, per la merenda, per poter fare una doccia ed una passeggiata. Non si può parlare, leggere, né scrivere. Non si possono far gesti e non ci si può toccare. Si vive in un isolamento totale, in una solitudine assoluta. Dopo alcuni giorni ho seriamente pensato di essere impazzita, ed invece mi stavo liberando di anni di spazzatura che il mondo ci butta addosso continuamente.

Per anni ho creduto che il mio amore per le arti fosse sincero e sentito ed invece era solo un palese attaccamento disperato all’eternità.

Per anni ho creduto che la mia più grande paura fosse la vecchiaia ed invece era solo un palese rifiuto miserabile dell’Impermanenza.

Vipassana è un inno alla gioia, alla compassione, è una via per la liberazione, quella vera e duratura. Osservare la nostra sofferenza e renderla tangibile non significa essere pessimisti e adagiarsi sui fatti compiuti accettandoli passivamente, anzi. Osservare ed intuire l’origine della nostra miseria ci rende in grado di annientarla e di superarla in modo da apportare un beneficio talmente solido a noi stessi, da poter essere d’aiuto agli altri. Perché questo, in fondo, è l’unico aspetto interessante della nostra vita, l’unico che abbia davvero un senso.

Tutti noi cerchiamo pace e armonia, perché questo è ciò che manca alla nostra vita. Di tanto in tanto tutti noi sperimentiamo agitazione, irritazione, disarmonia. E quando soffriamo, non limitiamo a noi stessi la sofferenza, ma la distribuiamo anche agli altri. L’infelicità pervade l’atmosfera attorno a chi è miserabile e anche tutti quelli che vengono in contatto con questa persona ne vengono afflitti”.

Provate a smettere di cercare soluzioni al di fuori; provate a guardare dentro voi stessi e troverete la strada giusta. Per poter essere sollevati dalla nostra miseria dobbiamo conoscerne la ragione di base, la causa della sofferenza. Come iniziamo a generare negatività? Diventiamo tesi ed infelici quando troviamo qualcuno che si comporta in un modo che non ci piace, o quando scopriamo che sta succedendo qualcosa che non è di nostro gradimento. Succedono cose indesiderate e cominciamo a creare tensione dentro di noi. Non accede ciò che desideriamo e generiamo tensione. E nel corso della vita continuano ad accadere cose indesiderate, ciò che vogliamo potrà avverarsi oppure no, e questo processo di reazione, di creare nodi, fa si che l’intera nostra struttura mentale e fisica divenga così tesa, così piena di negatività che la vita diventa miserabile.

Potremmo certamente provare a far sì che nulla di indesiderato accada mai nella nostra vita e che tutto vada sempre come vorremmo. Ma non è possibile. Non esiste nessuno al mondo i cui desideri vengano sempre esauditi, senza mai nulla di indesiderato. Allora chiediamoci: come possiamo non reagire ciecamente di fronte a queste cose indesiderate? Come possiamo non creare tensioni e rimanere in pace e in armonia?

Per anni si sono usate diverse tecniche per fare in modo che la rabbia, il risentimento, le negatività in generale fosse placate e calmate. La mente può liberarsi dall’agitazione, ma tutte queste soluzioni funzionano solo a livello conscio. Sviando l’attenzione si spinge la negatività nel profondo dell’inconscio e a quel livello le stesse impurità continuano a prodursi e a moltiplicarsi. Alla superficie c’è uno stato di pace ed armonia, ma nel profondo della mente giace un vulcano addormentato di negatività rimossa che prima o poi esploderà con una violenta eruzione”.

IMG_1371

Bisogna esplorare all’interno di se stessi: sviare l’attenzione è solo un modo di sfuggire il problema. E questo lo facciamo tutti: alcool e droghe ne sono un perfetto esempio. Fuggire e rifuggire dalla realtà non serve a nulla. La fuga non è una soluzione: occorre affrontare il problema. Ogni volta che della negatività sorge nella mente, semplicemente osservatela, affrontatela. Non appena ci si mette a osservare un’impurità mentale, essa inizia a perdere forza. Gradualmente si affievolisce e viene sradicata.

Fino ad ora abbiamo sempre guardato all’esterno, lasciando sfuggire la verità interiore. Abbiamo sempre cercato fuori di noi la causa della nostra infelicità; abbiamo sempre incolpato e cercato di cambiare la realtà esterna. Ignorando la realtà interiore non abbiamo mai compreso che la causa della sofferenza giace dentro di noi, nelle nostre cieche reazioni alle sensazioni piacevoli e spiacevoli.

Impariamo ad osservare, semplicemente, senza perdere l’equilibrio mentale. Smettiamo di reagire, smettiamo di moltiplicare la nostra miseria. Lasciamo che le impurità si manifestino e poi svaniscano. Più si pratica questa tecnica e più rapidamente le negatività si dissolveranno. Gradualmente la mente si libera dalle impurità e diviene pura.

Una mente pura è piena d’amore. 

Amore disinteressato per gli altri, piena di compassione per le debolezze e le sofferenze degli altri; gioiosa dei loro successi e della loro felicità; piena di equanimità in ogni situazione.

Quando si arriva a questo stadio tutto l’andamento della propria vita cambia. Diventa impossibile fare qualcosa che disturbi la pace e l’armonia degli altri. Anzi, la mente equilibrata non solo diventa piena di pace, ma anche l’atmosfera circostante diverrà colma di pace e di armonia, e questo inizierà ad influenzare anche gli altri, e ad aiutarli.

Imparando a rimanere equilibrati di fronte a qualsiasi esperienza interiore, si sviluppa il distacco anche da tutto ciò che si incontra nelle situazione esterne. Questo distacco non è però fuga o indifferenza riguardo ai problemi del mondo. Anzi. Si diventa più sensibili alle sofferenze degli altri e si fa del proprio meglio per alleviarle, non con l’agitazione, ma con una mente piena d’amore, compassione ed equanimità.

Si impara la santa indifferenza: come essere pienamente impegnati, pienamente coinvolti nell’aiutare gli altri, mantenendo allo stesso tempo una mente equilibrata. Così, mentre si lavora per la pace e per la gioia degli altri, si rimane felici e in pace.

Questa è arte di vivere. Ciò che è necessario è “conoscere se stessi”. Ci si deve conoscere non solo a livello intellettuale, al livello delle idee e delle teorie, né solo a livello emozionale o devozionale, accettando ciecamente ciò che abbiamo ascoltato o letto. Questa conoscenza non è sufficiente. Si deve conoscere la realtà a livello effettivo.

Tutti affrontano il problema della sofferenza. È una malattia universale che richiede un rimedio universale. Vipassana è un rimedio. Nessuno obietterà nei confronti di un codice di vita che rispetta la pace e l’armonia degli altri. Nessuno obietterà verso lo sviluppare il controllo della mente.

Che tutti gli esseri siano felici.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...