ONE BUDDHA – La vita è sofferenza

C’è solo una cosa che ci rende tutti uguali.

Solo una che ci accomuna tutti. Belli, brutti, buoni o cattivi. Alti, biondi, neri, sani, instabili, americani, istruiti, maleducati, indiani, ricchi, insoddisfatti, ricercati, semplici, con gli occhi blu, sposati, artisti, soddisfatti, bassi. Tutti abbiamo un solo punto in comune con il resto del mondo. Senza eccezione.

La sofferenza.

La vita è sofferenza.

Questa è la prima frase che ci ha regalato Buddha. Non una persona qualunque. Non mio fratello, tuo cugino o un nostro caro amico, con tutto rispetto per loro. Buddha, 2600 anni fa. Anno più, anno meno. E provate a contraddirlo! Provate a dirmi e a dire a voi stessi che non è così. Che la vita è meravigliosa per tutti, che non esiste dolore, non si prova ansia, preoccupazione, fatica, stanchezza. Solitudine. Che non esiste la vecchiaia e non subiamo perdite. Provate a convincere che non esiste fame, sete, non esistono malattie o semplicemente pena per amore o rabbia espressa o repressa. Non esiste affanno, non generiamo pensieri negativi, non c’è guerra e non si fabbricano armi. Non avvengono catastrofi e la nostra mente è pura come un diamante, sempre.

La vita è sofferenza e tutti cerchiamo la felicità.

Io soffro e ho sofferto e probabilmente soffrirò ancora. E tu?

A volte mi sento in colpa anche per la mia sofferenza perché mi dico che sono fortunata ed è ingiusto ed egoista stare male quando altri hanno motivi molto più seri del mio per poter essere lecitamente e giustificatamente infelici. Insomma, “sei ancora più o meno giovane, sei in forma, sei carina, non hai problemi di fame o sete, hai una bella famiglia” mi dico. E allora? Beh io soffro lo stesso. Adesso magari no, ma ieri ho sofferto e forse soffrirò per qualche motivo domani.

Non c’è nulla di peggio che provare dolore per la sofferenza passata e angosciarsi per la paura di quello che proveremo in futuro. Non basta il dolore che si prova ora, adesso. Il dolore di adesso si accumula a quello che abbiamo subito e a quello che prima o poi temiamo arriverà.

E se in realtà la sofferenza adesso non esistesse? Se in realtà la stessimo rimbalzando come una pallina da tennis nel passato e nel futuro? Continuamente. Un libro fantastico che mi ha consigliato un’amica artista (Serena Maisto) mi ha aiutato molto a capire e ad analizzare meglio questo concetto. Per tutto il libro l’autore non fa altro che ripetere la stessa identica cosa. Adesso. No, non ora, adesso. Già passato.

Adesso.

A noi non resta altro da fare che sottolineare a matita ogni frase pensando a quant’è vera ogni parola. Il libro si chiama Il potere di Adesso di Eckhart Tolle. Certo poi chiudi il libro e la vita è la stessa di prima. Tanti aneddoti interessanti, tante frasi che ti restano in mente qualche giorno e poi niente da fare, l’Adesso ti sfugge di mano. E torni al punto di partenza, ma con un piccolo seme in più, piantato lì, da qualche parte.

Vorrei aiutare tutti, me compresa, a stare bene; a “drsta dharma stuka viharin” (dimorare felicemente nelle cose così come sono). Non so niente, non ho ancora raggiunto nulla. Sono proprio come voi. Felice, arrabbiata, nervosa, piena di gioia, energica, senza speranza, pigra, sportiva, festosa, depressa, ironica, libera. Tutto a volte, a seconda del momento, in un’altalena di sali e scendi senza sosta. Ho scritto e descritto il mio animo proprio come gli stati di Facebook e forse è giusto così perché sono semplici, immediati, ma veritieri. Ci lasciamo trasportare da felicità apparenti, ci facciamo coinvolgere da ciò che crediamo sia positivo, ma niente è duraturo. Cerchiamo la felicità completa dove non può esistere se non in modo temporaneo.

Ognuno di noi segue il proprio percorso e la propria vita cercando di essere il più felice possibile. Tutti noi cerchiamo la felicità. Siamo tutti uguali. La differenza sta nel dove la cerchiamo. Provate ad osservare le persone che incrociate anche solo per un attimo tenendo bene a mente che potrebbero essere un vostro parente, un amico, un compagno, una figlia, una nonna. Osservatele consapevolmente pensando che hanno provato sofferenza e che vorrebbero essere felici, esattamente come voi. Non sono un contorno sfuocato nelle vostre giornate e nella vostra città, sono Persone.

Non ho mai amato né seguito nessuna religione, ma Buddha mi piace. Mi piace perché è stato un uomo proprio come noi. Una sorta di amico immaginario che ti dà alcuni consigli quando sei in crisi. Mi piace perché è stato l’unico a non dire “devi avere fede”. Fede? In cosa? In qualcosa che non posso provare? E come dovrei fare? In nome della fede ho sempre avuto l’impressione che si sia sparso troppo sangue e non appoggio questo approccio e questi metodi. Buddha mi piace perché è semplicemente un punto di riferimento che ti dice di non credere a nulla di quello che ha detto. Devi provare. Prova, dice. Prova e basta. E se non funziona puoi ufficialmente dire che Buddha non ha capito niente e che era un ciarlatano. (Mi è sempre piaciuta la parola Ciarlatano).

Buddha ci ha lasciato 84000 insegnamenti. Non male. Impararli e seguirli tutti è roba da monaci tibetani che meditano costantemente sull’Himalaya o da Dalai Lama e non credo sia così semplice. Ma forse non è necessario arrivare a tanto e possiamo iniziare dal principio e vedere l’effetto che fa. Non è necessario catalogarsi come “Buddisti” o rinchiudersi in un monastero. Non è necessario fare sforzi estremi di astensione ai piaceri della vita o andare in controtendenza alla nostra quotidianità.

Proviamo. Proviamo e basta.

Proviamo a fermarci, calmarci, riposarci e guarire.

Proviamo l’arte di fermarci: fermare i pensieri e le emozioni forti che ci condizionano. Fermiamo la paura, il desiderio, la rabbia. Fermiamo le nostre abitudini. Osserviamole e riconosciamole. Con consapevolezza. Eliminiamo l’assenza mentale che ci fa vivere continuamente nel passato o nel futuro. Che ci fa essere costantemente da qualche altra parte. Calmiamoci, osservando cosa c’è in noi. E se siamo arrabbiati, insoddisfatti, frustrati o nervosi, riconosciamolo.

Buddha ha detto che la vita è sofferenza, ma siccome era una brava persona ci ha dato anche la notizia buona. Senza sofferenza non si può crescere. Senza sofferenza non puoi ottenere la pace e la gioia di cui hai bisogno. Dalla sofferenza si può imparare e guarire in modo duraturo, attraverso la consapevolezza e la compassione. Io voglio credergli. Voglio crederci con costanza e determinazione.

Ho capito che niente mi dà tanta soddisfazione come quella di poter fare qualcosa per gli altri. Niente. Non sono ancora molto brava e non ho ancora capito esattamente come fare, ma proverò a migliorare.

So che sapore hanno le mie lacrime quando guardo un documentario come Il sale della Terra di Salgado, sento cosa provo quando ascolto brutte notizie al telegiornale, riconosco una fitta al cuore quando vedo un uomo dagli occhi tristi o quando incrocio un’anziana sola. So quello che provo e questa empatia è l’unica certezza che mi è rimasta. Accetto di non poter cambiare il mondo intero, ma farò il possibile per fare il massimo nel piccolo.

Ecco perché ho creato questo blog. Vorrei fosse per voi, vorrei fosse il vostro spazio per scrivere una storia. Vorrei trovaste la vostra parola. Vorrei ascoltare, leggendo, tutte le vite che posso. Se avete un problema, scrivete. Se siete tristi, scrivete. Se siete pieni di energia, scrivete. Se avete un consiglio scrivete. Scrivete e cercate la vostra parola. Per favore.

Scrivete la vostra storia e cercate alla fine del racconto la vostra parola.

Scrivete in forma anonima, scrivete con il vostro nome. Scrivete come vi pare, senza pensieri o preoccupazioni.

Spero di raccogliere le vite e le storie e farne un altro libro. Un libro che possa aiutare a sentirci meno soli, aiutare a capire la nostra mente, aiutare ad essere sempre più felici.

Nel frattempo continuerò a raccogliere alcuni pensieri, viaggi, canzoni, libri, fotografie. L’arte è la più meravigliosa forma della sofferenza. Riconosciamola e cerchiamo di non perdere mai la forza di sognare.

Vi amo. Tutti.

Laura Dreamer

Hamlet-Miss You

TheXXF196

There is only one thing that makes us all equal.

Only one that we all share. Beautiful, ugly, good or bad. Tall, blond, blacks, healthy, unstable, American, educated, uneducated, Indian, rich, dissatisfied, sophisticated, simple, with blue eyes, married, artists, satisfied, low. We all have one thing in common with the rest of the world. Without exception.

Suffering.

Life is suffering.

This is the first sentence that gave Buddha. Not an ordinary person. Not my brother, your cousin or a good friend, with all respect for them. Buddha, 2600 years ago. Or take a year less. And try to contradict him! Try to tell me and tell yourself that it is not. That life is wonderful for all, that there is no pain, no test anxiety, worry, fatigue, fatigue. Loneliness. That there is no old age and not suffer losses. Try to convince that there is hunger, thirst, no illness or simply punishment for love or anger expressed or repressed. There is trouble, we do not create negative thoughts, there is no war and no weapons are manufactured. Disasters do not occur and our mind is pure as a diamond, always.

Life is suffering and all seek happiness.

I suffer and I suffered and still probably suffer. And you?

Sometimes I feel guilty for my suffering because I tell myself that I’m lucky and it is unfair and selfish to feel bad when others have much more serious reasons to be my lawfully and justifiably unhappy. In short, “you’re more or less young, you’re in shape, you’re cute, you do not have problems of hunger or thirst, you have a beautiful family,” I say. So? Well I suffer the same. Maybe not now, but yesterday I suffered and perhaps suffer for some reason tomorrow.

There is nothing worse than feeling pain for the past suffering and agonize for fear of what they will try in the future. Not just the pain you feel now, now. The pain now builds up to what we have now and what we fear will come sooner or later.

And if in fact suffering now not exist? If in fact it was bouncing like a tennis ball into the past and into the future? Continuously. A fantastic book that I recommended a friend artist (Serena Maisto) helped me a lot to understand and analyze this concept better. Throughout the book the author does nothing but repeat the same thing. Now. No, not now, now. Already passed.

Now.

We do not just have to do it in pencil to underline each sentence How long thinking about true every word. The book is called The Power of Now by Eckhart Tolle. Of course then you close the book and life is the same as before. Many interesting anecdotes, many phrases that you remain in mind a few days and then nothing to do, the time now it gets out of hand. And back to square one, but with a little seed in the most planted there, somewhere.

I would like to help everyone, including me, to feel good; to “drsta dharma stuka viharin” (dwell happily in the way things are). I know nothing, I have not achieved anything. I’m just like you. Happy, angry, nervous, joyful, energetic, hopeless, sluggish, sports, festive, depressed, ironic, free. All at times, depending on the time, in a seesaw of ups and downs and on. I have written and described my mind just like the states of Facebook, and perhaps rightly so because they are simple, immediate, but truthful. We let ourselves be carried away by the apparent happiness, headlong into what we believe is positive, but nothing is permanent. We seek happiness complete he could not exist except on a temporary basis.

Each of us follows his own path and his life trying to be as happy as possible. We all seek happiness. We are all equal. The difference is where we seek it. Try to observe people who crossed even for a moment, keeping in mind that it may be a relative, a friend, a partner, a daughter, a grandmother. Observe them consciously thinking they have tried suffering and who would be happy, just like you. I’m not a blurry outline in your days and in your city, are persons.

I never loved nor followed any religion, but I like Buddha. I like it because it was a man just like us. A sort of imaginary friend that gives you some tips when you are in crisis. I like it because it was the only one not say “you have to have faith.” Faith? In what? In something that I can try? And how should I do? In the name of faith I have always had the impression that you have shed too much blood and I do not support this approach and these methods. Buddha I like it because it is simply a reference that tells you not to believe anything of what he said. You must try. Try says. Try and just. And if it does not work you can officially say that the Buddha did not understand anything and that he was a charlatan. (I have always liked the word quack).

Buddha has left 84000 teachings. Not bad. Learn them and follow them all is the stuff of Tibetan monks who meditate constantly Himalayas or the Dalai Lama and do not think I’m that simple. But perhaps you do not need to go that far and we can start from the beginning and see how he does. You do not need catalogarsi as “Buddhists” or retreat into a monastery. You do not need to make extreme efforts of abstention to the pleasures of life or go in contrast to our everyday life.

Let’s try. Let’s all.

Let’s stop, calm down, rest and heal.

Let the art of stop: stop the thoughts and strong emotions that influence us. We stop the fear, desire, anger. We stop our habits. Look at them and riconosciamole. With awareness. We eliminate the mental absence that makes us live continuously in the past or in the present. That makes us constantly somewhere else. Calm down, observing what is in us. And if we are angry, dissatisfied, frustrated or nervous, face it.

Buddha said that life is suffering, but being a good person also gave us the good news. Without suffering you can not grow. Without suffering you can not get the peace and joy that you need. You can learn from suffering and heal permanently, through awareness and compassion. I want to believe him. I want to believe with perseverance and determination.

I realized that nothing gives me so much satisfaction as to be able to do something for others. Nothing. I am still not very good and I have not figured out exactly how to do, but I’ll try to improve.

I know they taste my tears when I watch a documentary as the salt of the earth Salgado, feel what I feel when I hear bad news on the news, I recognize a pang in my heart when I see a man with sad eyes or when crossing an old one. I know what I feel, and this empathy is the only certainty I have left. I accept that they can not change the whole world, but I will do everything possible to make the most in the small.

That’s why I created this blog. I wish it were for you, I would be your space to write a story. I would like you found your word. I would like to listen, read, all the lives I can. If you have a problem, write. If you are sad, you write. If you are full of energy, you write. If you have a tip you write. Write down and look for your word. Please.

Write your story and look at the end of the story your word.

Write anonymously, write with your name. Write what you like, no worries or concerns.

I hope to pick up the lives and stories and make another book. A book that can help you feel less alone, help us understand our mind, help you to be more and more happy.

In the meantime I will continue to collect some thoughts, travel, songs, books, photographs. Art is the most beautiful form of suffering. Riconosciamola and try to never lose the strength to dream.

I love you. All.

Laura Dreamer

2 commenti Aggiungi il tuo

  1. mehsere ha detto:

    Ecco i miei pensieri…l’ho scritto qualche tempo fa e ora sento di condividerlo..

    Un anno di te….te che mi hai fatto conoscere me stessa, per la prima volta.
    Tu, che mia insegnato che ESSERE è sempre la scelta migliore.
    Tu che mi hai dato prova che l’umanità, la compassione e l’amore sono le armi piu potenti del mondo.
    Semplicità, è la parola che ti attribuirei.
    Perdiamo tanto tempo a costruirci una maschera, uno stato, un immagine…quando ciò che ci rende speciali è proprio la semplicità. La semplicità di essere ciò che siamo. Abbiamo tanto fervore di compiacere gli altri e di renderci simili alle persone che ammiriamo da non renderci conto che il motivo per cui le ammiriamo è proprio perché hanno avuto il coraggio di seguire il proprio cammino, di agire secondo i propri principi, per quanto bizzarri potessero sembrare agli occhi degli altri.
    Ma la libertà ha un caro prezzo. Ed il primo prezzo da pagare è la consapevolezza che siamo soli. Soli e unici responsabili delle nostre decisioni. E le uniche persone che potranno accompagnarci nel nostro cammino saranno quelle che l’avranno compreso. Saranno persone sole come noi, che ci cammineranno a fianco perché si sentiranno libere, libere di restare, o libere di cambiare percorso. E non è forse questo il legame più intenso e puro che esista, quello incondizionato??!!
    Che dire….mi hai cambiata. Mi hai cambiata in meglio.
    E ti ringrazio per questo immenso regalo.
    Non dimenticherò mai il nostro primo appuntamento.
    Io nemmeno ti volevo conoscere…!!!! Mi presentai con totale disinteressamento. Non avevi nessuna chance con me!
    Eppure quando scesi in strada capì subito che eri speciale.
    Resterai sempre nel mio cuore mia cara Berlino, tornerò presto!

    Piace a 1 persona

  2. nodoinfinito ha detto:

    Grazie per il tuo contributo! 🙂 Pazzesco come ognuno di noi abbia il proprio posto nel mondo…

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